Completamento
del santuario
Nel 1819 la chiesa di San
Vito è consegnata ai posteri nella struttura definitiva.
I numerosi “miracoli” ottenuti per l’intercessione
di San Vito vengono documentati fin dall’origine con dipinti
ex-voto su tavolette di legno. Il
primo di cui ci sia giunto notizia era dell’anno 1593. Essi
trovarono posto prima nella cappella e più tardi nella
piccola sacrestia, costruita nel 1699 a nord-ovest. Si
innalzò pure il campanile e i due altari laterali
(1702 e 1711).
Se durante il secolo XVII si posero le basi
di una devozione, nel secolo successivo vi fu un fiorire di
iniziative per aumentare questa devozione. Esse si
evidenziarono con l’ampliamento progressivo del Santuario e
della casa del romito, con l’abbellimento degli arredi e
con l’acquisto di apparati per la liturgia.

1819 Il santuario nella
struttura definitiva, come la si vede oggi
Nel 1819 si ampliò la cappella dei
quadri e si costruì la nuova sacrestia e la tettoia, che
doveva servire ai pellegrini per consumare i pasti in caso di
pioggia. Così in quell’anno la chiesa di San Vito fu
completata così come si vede ancora oggi, nella struttura
definitiva. Grande impulso alla devozione al Santo fu
dato dal prevosto don Michelangelo Chiaretta, parroco di
Nole dal 1892 al 1923, il quale fece costruire un altare
dedicato al Santo nella Chiesa parrocchiale, inoltre fece coniare
medaglie con l’immagine del Santo da distribuire ai
bambini e nel 1913 intitolò a San Vito, a San Vincenzo
e alla Vergine Maria, la campana più grande del
campanile del capoluogo.
